Benvenuto! In qualche modo sei arrivato nel sito delle primarie in barberia. A questo punto non andartene e divertiti un po' con noi. Se vuoi puoi leggere qui sotto -ogni frase è cliccabile- e scoprire che cosa abbiamo in mente. Altrimenti, se hai già tutto chiaro, leggiti i curricula dei candidati e i loro programmi e poi vota! E poi, non ti perdere le news qui a fianco: può essere annunciato un incontro che ti interessa.

Ma non ti dimenticare: vieni in barberia, ti aspettiamo. Male che vada, Mimmo ha le forbici pronte.

Diamo un taglio alla vecchia politica.

 In una barberia del centro storico di Torino, frequentata da qualche politico, un certo numero di architetti e professionisti vari, ma anche da molti cittadini comuni, ci si trova regolarmente per scambiare quattro chiacchiere, per discutere di calcio o di politica, per ascoltare la presentazione di qualche buon libro, per avere indicazioni su eventi cittadini. E per farsi tagliare i capelli, naturalmente. Un frequentatore abituale da anni e' il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che veniva qui prima di pensare di candidarsi e che ha continuato a farlo sia dopo la prima, sia dopo la seconda elezione, senza cambiare le abitudini di "consultarsi" con il barbiere, o di dare una mano a spazzare via i capelli sparsi sul pavimento. Le prossime elezioni per il sindaco di Torino sono alle porte, Il "Chiampa" non può candidarsi per la terza volta, la scena politica non e' particolarmente chiara e confortante. Il barbiere e i suoi clienti hanno cominciato a ragionare, a chiedersi se si può fare qualcosa, se i cittadini possono avere voce in capitolo sulle prossime scelte dei partiti. Sono naturalmente chiacchiere "da barbiere", poco più che generiche lamentele, sbuffi tra un'insaponata e una sforbiciata ai capelli. Pero', pero'... Siamo clienti e barbiere, siamo persino un po' amici, condividiamo una sana passione civica, siamo persone presentabili, abbiamo anche qualche ideuzza su quello che faremmo se fossimo noi il sindaco. E se... Mimmo Polzella -il barbiere- ascolta, annuisce, interviene, annota mentalmente. E partorisce l'idea pazza, provocatoria e un po' spiazzante. Facciamo le primarie in barberia. Che ci vuole: convincere qualche cliente che potrebbe essere un buon candidato, senza badare a schieramenti politici precostituiti, assortirli in modo che rappresentino esperienze e punti di vista diversi, garantire una adeguata rappresentanza femminile, costituire un comitato di garanzia all'altezza e poi realizzare tutti i materiali, compreso questo sito, organizzare le votazioni, fare lo spoglio, proclamare il vincitore e poi, far finta di niente e continuare a tagliare capelli e radere barbe. Detto, fatto.     

E' un gioco...

Siamo persone serie, ma sappiamo quando e' il momento di non prenderci troppo sul serio. Qui stiamo giocando con una cosa terribilmente seria: la democrazia. Non e' nostro compito analizzare la situazione, pronunciare sentenze, trovare soluzioni. Al più facciamo discorsi da bar...beria. E ci vogliamo prendere la soddisfazione di condurre le chiacchiere un po' più in la', così, per vedere l'effetto che fa. Siamo in nove, di diverse eta', provenienza, intenzioni. Qualcuno ha già vissuto la propria vita per una parte importante, qualcun altro deve forse ancora fare le esperienze che conteranno di più nel momento dei bilanci. In comune abbiamo la voglia di giocare, con la nostra faccia in primo piano, un sorriso trattenuto, uno sguardo di sfida a quelli che "la politica non e' mica un gioco". Tanto abbiamo il sostegno del nostro barbiere.  

...non è una pagliacciata.

E si, non scherziamo! Ci mettiamo la faccia, faremo anche un po' di campagna elettorale, cercheremo di portare amici e conoscenti a votare, vogliamo alla fine poterne parlare a lungo quando ci troviamo da Mimmo. E magari quando ragioneremo su quello che dirà e farà il sindaco, quello vero, potremo rivendicare "questo l'avevo messo io nel mio programma elettorale". Chi legge qui, in questo momento, si senta tranquillo di venire a votare: non lo stiamo prendendo in giro, anzi può persino essere possibile che il suo voto alla fine conti persino qualcosa. Conti come un gesto scanzonato e autonomo, provocatorio e divertito, libero e bello. Chissà che il prossimo sindaco non venga anche lui a farsi i capelli da Mimmo: ne sentirà delle belle.  

Voglio votare.

scheda elettorale

 Se avete capito il concetto, e volete giocare con noi, vi sarà venuta voglia di votare. Avete due possibilità:

  • La prima, la migliore, e' quella di venire in barberia, via Principe Amedeo 29. Non escludiamo che possiate incontrare uno di noi: facciamo spesso un salto li' e moriamo dalla voglia di convincervi a votare per me, no per me, per me... Chissà che non diventiate frequentatori abituali. Per un caffè, una serata intellettuale con qualche scrittore alle prese con la sua opera prima, un giornale da commentare assieme. Anche Mimmo dice che gli farebbe piacere. 
  • L'altra e' tecnologicamente più evoluta, immediata, un po' freddina se vogliamo. Cliccate su "vota" e seguite le istruzioni. E' tutto. Ma speriamo che non vi accontentiate e che ci possiamo conoscere. Da Mimmo naturalmente. 

   

Cosa succede dopo.

Niente. Finito il voto, finito lo spoglio, proclamato il vincitore, torniamo tranquillamente tutti, anche il sindaco che abbiamo eletto, alle nostre attività che peraltro non abbiamo mai interrotto, no? Ci saranno conseguenze? Qualcuna certa, qualcuna solo probabile.

  • Ci saremo divertiti, e sorridere non fa mai male, di questi tempi poi.
  • Il solito giro sarà un po' più largo, e questo farà bene alla nostra voglia di discutere senza impegno, mentre aspettiamo il nostro turno dal barbiere.
  • Qualcuno in città si sarà accorto di questa iniziativa e magari farà qualche riflessione. Bene, anzi ottimo.
  • La politica, beh no, quella no, quella va per la sua strada. Quella e' roba seria.
  • E Mimmo? Lui e' il barbiere, che c'entra?

 

La barberia.

salone
telefono

Indissolubilmente unita al quartiere e alla città, la barberia qualche anno fa si è persino trasformata in un pezzo di strada del centro storico, con l'acciottolato per terra, il toret - fontanella, il gettarifiuti sabaudo, i lampioni verdi. Al muro è ancora appeso un vecchio telefono nero in bachelite della Stipel, Società Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda, perfettamente funzionante, a Telecom piacendo. Subito a destra dell'ingresso da sempre è presente la buca delle lettere per chi vuole scrivere al sindaco e, subito accanto, una ricca biblioteca con decine di libri tutti scritti esclusivamente da clienti. In fondo si accede a un vecchio cortiletto interno che qualche volta si presta per incontri serali. Tutto è così torinese qui, tranne il professore di inglese che dopo anni si esprime ancora a gesti per chiedere il tipo di taglio, il ricercatore olandese che invece è ormai incerto sulle sue radici, i clienti originari di tutte le regioni italiane, e Mimmo naturalmente. Insomma torinesi si diventa e si ha ben il diritto di inventarsi il gioco di scegliersi direttamente il candidato sindaco.   

Il Comitato di garanzia.

Non ci sarebbe proprio niente da garantire, visto che stiamo giocando, ma perché togliere ai molti che volevano partecipare il gusto di farlo, anche solo come osservatore, supervisore, coordinatore, segretario o vicepresidente? E poi è stata l'occasione per avere in un angoletto il nome del sindaco "uscente", che in funzione di "presidente" non si lascia sfuggire la possibilità di stare, ancora una volta, da parte della gente che ci crede, ma che ci ironizza sopra, per non farsi troppe illusioni. 

  • Presidente: Sergio Chiamparino 
  • Vice presidente: Dario Moretto
  • Coordinatori: Enzo Cugusi, Paolo Segreto 
  • Segretario: Franco Romanin 
  • Osservatori: Michele Giannone, Gianni Firera, Bruno Boggio, Giorgio Vernone 
  • Supervisore: Carlo Boccazzi 
  • Addetto Stampa: Franco Turcati
  • Portavoce: Loredana Segreto